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Gli adulti comunicano!


(Secondo H.G. Tudor è scarto quando il NP non risponde a messaggi o chiamate. Oppure ti blocca su ogni canale. Diversamente è silent treatment).

Il trattamento del silenzio è usato a scopo manipolativo e punitivo da parte del narcisista. Quando lo attua si aspetta che tu lo chiami, gli mandi messaggi, lo cerchi, in preda alla disperazione di capire il perchè di tutto questo, se hai fatto qualcosa che non andava bene. questa tua confusione e ricerca di risposte, rappresenta il carburante che lui cerca e che voleva ottenere. La mancanza di reazioni, l indifferenza, disarma il narcisista il quale capisce che il suo gioco non ha sortito l effetto sperato. Sarà lui stesso a rompere quel silenzio di fronte alla tua resistenza e a ritornare come se non fosse mai sparito  Se stanno usando il silenzio punitivo sei ufficialmente in svalutazione, quindi se non sono già pronti a passare ad altro è questione di tempo. Possono spingere tranquillamente i tuoi limiti perché si divertono, ti puniscono per non essere la fornitura che speravano che tu fossi , perchè se ti perdono non gli cambia molto, se invece stai la tua sofferenza e confusione può dargli qualche cosaIl silenzio strategico del narcisista è molto semplice ma anche molto arguto. Innanzitutto bisogna capire lo stato d'animo del dipendente affettivo che ha la tendenza di illudersi, di idealizzare il partner tramite tutta una serie di aspettative e speranze che nutre inconsciamente e che fondamentalmente porta all'interno della relazione tossica. Ma che succede una volta che questa idealizzazione viene meno? Succede che inizia a vivere un conflitto interiore perché comincia a vivere insoddisfatto, comincia a capire che le cose non stanno come credeva. Avverte il disagio di stare con qualcuno che non è come pensava e che quella persona che aveva idealizzato in realtà non esiste. Paradossalmente molto simile all'idealizzazione narcisistica. A questo punto però succede qualcosa di molto particolare, cioè, il dipendente affettivo va dal partner e cerca il dialogo, cerca di spiegare cosa non va, cerca un punto d' incontro, come del resto si fa nelle relazioni normali tra due persone empatiche e come è sano fare all'interno di ogni relazione. Ma dall'altra parte di una serie di osservazioni, anche precise, anche puntuali e palesi che rivelano che le cose non funzionano trova il silenzio. Il narcista sta in silenzio perché se dall'altra parte sei ancora nel pieno dell' idealizzazione comincerai a pensare che forse hai sbagliato tu, che forse potevi trovare un modo migliore per spiegare le cose, che magari le cose non sono andate come credevi, cioè, in qualche maniera il dipendente affettivo continua ad avere un dialogo interno e un rapporto con se stesso invece di averlo con l'altro. In questa maniera succede che in effetti rimane uno stato di confusione ma non arriva a trarre quelle solide e ovvie conclusioni e cioè che con quella persona non è possibile avere un rapporto differente da un rapporto tossico. Ecco, col silenzio il partner narcisista si salvaguarda perché evita di dire o fare cose che in qualche modo potrebbero metterlo in difficoltà e che in qualche modo potrebbero dare degli appigli e rivelare come stanno effettivamente le cose. Magari per i suoi motivi non ha intenzione di chiudere questo rapporto e quindi pur di mantenerlo preferisce stare in silenzio perché tu continuerai a rimanere nella tua indecisione, la tua confusione, nel tuo caos interno, ma fondamentalmente continuerai a stare nella relazione perché continuerai ad avere questo dialogo interiore con te stesso o con te stessa. Parlando rischierebbe di fare quel passo falso che cambia quel tuo dialogo interno che invece ti farebbe aprire gli occhi e capire come stanno veramente le cose. Quindi in realtà il silenzio del partner narcisista è strategico perché mentre gli da tempo necessario per coltivare le altre relazioni che ha a disposizione nel suo "Harem" alimenta anche la tua dipendenza. Tutto questo se ci provate a pensare evidenzia come conosca il dipendente affettivo molto meglio di come il dipendente affettivo conosce se stesso.

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